Come MeSienta analizza un'etichetta
MeSienta legge l'etichetta di un alimento (dal codice a barre, da una foto o incollando gli ingredienti) e ti restituisce un'analisi a semaforo. Questa pagina spiega da dove nasce ogni verdetto, con le sue fonti, e anche che cosa l'app non può sapere. Se qualcosa non torna con quello che vedi nell'app, scrivici.
Il principio: l'IA legge, le regole giudicano
Nessun verdetto di MeSienta lo decide un'intelligenza artificiale. All'IA spettano due soli compiti di lettura: estrarre il testo dalle foto di un'etichetta e scrivere le spiegazioni. Il giudizio (alto contenuto di zuccheri? c'è un additivo con un'avvertenza ufficiale? è alto in FODMAP?) esce sempre da un motore di regole che gira sul tuo telefono, con criteri fissi, verificabili e con la fonte accanto. Due persone che scansionano lo stesso prodotto vedono lo stesso risultato.
Il semaforo nutrizionale: le soglie pubbliche della FSA
I livelli di zuccheri, grassi, acidi grassi saturi e sale usano le soglie dell'etichettatura fronte-pacco britannica (Food Standards Agency / Department of Health), il sistema a semaforo più collaudato d'Europa. Si applicano per 100 g negli alimenti solidi e per 100 ml nelle bevande, per le quali la guida fissa soglie proprie. Non ci inventiamo limiti su misura: se un prodotto risulta «alto contenuto di sale» è perché supera la soglia che la FSA considera alta. Le soglie parlano di sale, non di sodio: se un'etichetta riporta ancora il sodio, non è lo stesso numero.
Additivi: solo pareri ufficiali, senza allarmismo
Il catalogo degli additivi segnalati si costruisce con un criterio rigoroso: entra soltanto ciò su cui esiste un parere di un organismo ufficiale — EFSA (l'Autorità europea per la sicurezza alimentare), IARC (l'agenzia dell'OMS per la ricerca sul cancro) o la normativa europea (regolamento (CE) n. 1333/2008 e successive modifiche). Un additivo rivalutato senza rilievi di sicurezza non compare segnalato: l'assenza di segnalazioni non si segnala. Niente liste allarmistiche ereditate dai blog.
- Livello alto: prove solide o divieto (per esempio i nitriti impiegati nella salagione delle carni, o il biossido di titanio E171, vietato nell'UE dal 2022).
- Livello medio: avvertenza ufficiale, classificazione IARC 2B o rivalutazione con dubbi aperti.
MeSienta fa poi un controllo che quasi nessuna app fa: confronta gli additivi che la banca dati attribuisce al prodotto con il testo reale dell'elenco degli ingredienti. Se un codice E compare nella scheda ma non sull'etichetta, viene marcato come non verificato invece di darlo per scontato. Le attribuzioni sbagliate di additivi sono uno dei difetti più criticati delle app di nutrizione, e preferiamo ammettere il dubbio piuttosto che ereditare l'errore.
Il catalogo viene rivisto ogni mese confrontandolo con EFSA, IARC e i regolamenti dell'UE. La data dell'ultima revisione viaggia nel codice stesso dell'app.
FODMAP: il quadro di Monash, applicato all'etichetta
Il riferimento clinico della dieta a basso contenuto di FODMAP è la Monash University, che misura alimenti generici (una mela, uno yogurt). MeSienta fa un lavoro complementare: stimare il contenuto di FODMAP di un specifico prodotto del supermercato a partire dal suo elenco degli ingredienti, che è quello che ti trovi davanti sullo scaffale.
Il motore non si ferma a «c'è la cipolla»: modella quello che l'etichetta dichiara.
- Un «senza lattosio» azzera il lattosio dei latticini di quell'elenco.
- Un olio aromatizzato all'aglio non si porta dietro i fruttani: non sono solubili nei grassi.
- Il lievito madre consuma parte dei fruttani durante la fermentazione.
- L'ordine conta: nell'UE gli ingredienti vanno dal più abbondante al meno abbondante, quindi un fattore scatenante in fondo a un elenco lungo, o con una percentuale minima, pesa meno. I fattori scatenanti forti anche a piccole dosi (aglio, cipolla, inulina, polioli) contano sempre per intero.
I dizionari coprono le lingue più comuni delle etichette europee (italiano, spagnolo, inglese, portoghese, francese, tedesco e svedese). E quando il testo è in una lingua che il motore non sa leggere, il verdetto è un «non lo so» onesto: mai un falso «basso contenuto di FODMAP» solo perché non ha trovato nulla.
Da dove vengono i dati
- Open Food Facts, la banca dati aperta e collaborativa degli alimenti, per le schede prodotto tramite codice a barre.
- USDA FoodData Central, la banca dati pubblica statunitense, come ripiego quando un prodotto non è su Open Food Facts.
- Le tue foto dell'etichetta, lette dall'IA, quando il prodotto non è in nessuna banca dati o ha dati mancanti.
- Nutri-Score e gruppo NOVA si mostrano così come li pubblica Open Food Facts, come contesto in più.
Quello che MeSienta non può sapere
Preferiamo dirtelo noi prima che lo scopra tu:
- Le quantità esatte. Il contenuto di FODMAP dipende dalla dose, e un elenco degli ingredienti non sempre dichiara le percentuali. Per questo parliamo di stima, non di misura.
- Le riformulazioni recenti. Se un produttore ha cambiato la ricetta ieri, la banca dati può metterci un po' ad accorgersene. Nel dubbio, manda all'app l'etichetta vera: una foto o il testo incollato.
- Gli errori della banca dati. Open Food Facts è collaborativa e a volte una scheda arriva incompleta o non aggiornata. L'app ti avvisa quando i dati che vede non le bastano per un verdetto.
- Il tuo caso clinico. L'app non diagnostica e non cura. Le sensibilità che segni nel tuo profilo personalizzano la lettura dell'etichetta, nient'altro.
Ultima revisione: 11 agosto 2026 · Scritto da Javier Pino